Gino Bartali, un campione tra i Giusti

 

CLASSE QUARTA - GENNAIO
Ci sono storie che meritano di essere raccontate con calma, senza fretta, perché parlano di coraggio, di scelte difficili e di umanità. La storia di Gino Bartali è una di queste. In occasione della Giornata della Memoria ho proposto alla classe la figura di questo grandissimo sportivo: grande campione di ciclismo, ma soprattutto grande uomo capace di fare la cosa giusta, anche quando nessuno guardava. Bartali era famoso, amato, vincente. Ma durante la Seconda Guerra Mondiale fece qualcosa di straordinario nel silenzio più totale: usando la sua bicicletta, trasportava documenti falsi nascosti nel telaio, aiutando famiglie ebree a salvarsi dalle persecuzioni. Lo faceva pedalando per chilometri, rischiando ogni giorno la vita, senza mai vantarsene.
Anni dopo, per queste azioni, è stato riconosciuto come “Giusto tra i Giusti”.


Raccontare la Memoria ai bambini
Portare storie come questa in classe non è mai semplice. La Shoah, la guerra, le persecuzioni sono temi delicati, che vanno affrontati con cura e rispetto, ma anche con la consapevolezza che i bambini capiscono più di quanto pensiamo, se li accompagniamo nel modo giusto. Per aiutarci nella comprensione abbiamo letto anche un libro: "Gino Bartali: un campione tra i giusti" di Guido Sgardoli, della collana Grandissimi.


La figura di Bartali si è rivelata perfetta: non un eroe lontano o irraggiungibile, ma una persona con una bicicletta, delle strade, delle distanze da percorrere. Attraverso di lui, abbiamo parlato di scelte, di responsabilità, di cosa significa aiutare qualcuno anche quando è difficile o pericoloso.


Il collegamento con la matematica: le misure di lunghezza
La scintilla che ha acceso questo percorso è stata la notizia che il Giro d'Italia dell'anno partiva eccezionalmente da Gerusalemme, proprio in onore di Gino Bartali e del suo riconoscimento come Giusto tra i Giusti. Questa partenza così lontana dall'Italia non era solo una scelta sportiva ma un gesto simbolico di memoria, un modo per ricordare le azioni silenziose di Bartali a favore degli ebrei perseguitati. Parlare di sport e del Giro d'Italia ha portato naturalmente i bambini a porsi domande sulle distanze, sulle strade percorse, sui chilometri affrontati dai ciclisti. Da qui è nato il collegamento con la matematica. Abbiamo osservato mappe, confrontato percorsi, immaginato tragitti lunghi e brevi. Senza introdurre subito definizioni formali, abbiamo iniziato a ragionare su: 
✅ cosa significa “andare lontano”
✅ come si possono confrontare distanze diverse 
✅ perché alcune strade sembrano lunghissime e altre no
✅ quali unità di misura sono adatte per misurare le distanze

La bicicletta di Bartali è stata un mezzo concreto per dare senso alle misure di lunghezza che da qui in poi abbiamo affrontato in modo sistematico. In questo modo le misure non sono state introdotte come un argomento isolato, ma come una risposta a domande autentiche nate dall'ascolto di una storia vera, legata allo sport, alla memoria e alla vita reale. La matematica ha aiutato i bambini a:
✅ confrontare
✅ stimare
✅ rappresentare distanze
✅ dare forma e ordine a ciò che stavamo immaginando 


Storia, matematica, educazione civica: tutto insieme
Questo percorso ha intrecciato in modo naturale
✅ storia: per ricordare e comprendere
✅ matematica: per osservare, misurare, confrontare
✅ educazione civica: per riflettere su valori come il rispetto, il coraggio, la solidarietà

I bambini hanno capito che Bartali non è stato un “eroe perché famoso”, ma perché ha scelto di fare la cosa giusta, anche quando nessuno glielo chiedeva. E questo messaggio è arrivato forte e chiaro: ognuno di noi, nel suo piccolo, può essere “giusto”.


Perché raccontare oggi questa storia
Questo post è rimasto a lungo in bozza, ma forse aveva solo bisogno di tempo. Rileggerlo oggi significa ricordare che la scuola non è solo programmi e verifiche, ma luogo di memoria, di pensiero e di crescita. Raccontare Gino Bartali ai bambini significa insegnare che:
✅ la storia è fatta di persone
✅ il bene spesso è silenzioso
✅ anche una bicicletta può diventare uno strumento di salvezza
Ed è per questo che vale la pena, ancora oggi, rimettere mano a questa storia e condividerla.

Alla fine del percorso non abbiamo “solo” imparato una storia, né semplicemente anticipato un contenuto di matematica. Abbiamo imparato che le scelte contano. Gino Bartali non ha cambiato il mondo con proclami o gesti eclatanti, ma pedalando, chilometro dopo chilometro, facendo ciò che riteneva giusto. E forse è proprio questo l’aspetto più potente da consegnare ai bambini: l’idea che il bene spesso passa da gesti semplici, quotidiani, silenziosi.
In classe, mentre misuravamo distanze, disegnavamo biciclette e immaginavamo strade da percorrere, abbiamo capito che anche il coraggio ha una misura, anche se non si può scrivere su un righello. Si misura nelle scelte, nell’attenzione verso l’altro, nella capacità di non voltarsi dall’altra parte. La Giornata della Memoria non è solo ricordare ciò che è stato, ma educare lo sguardo di chi cresce, affinché sappia riconoscere l’ingiustizia e scegliere, ogni giorno, da che parte stare. Forse è questo il vero traguardo di questo percorso: non arrivare primi, ma restare umani.

Vi lascio i link dei video che abbiamo visto con i bambini per capire e approfondire l'argomento:
 Il ciclista che salvò 800 ebrei di "Risorse didattiche scuola primaria"
✅ Gino Bartali, un eroe in bicicletta di "Le Clementine"
✅ Gino Bartali giusto tra le nazioni di "CiclismoLive"
✅ Gino Bartali la strada del coraggio di Angelo fazio
✅ Gioia: mio nonno Gino Bartali di "TV2000it"
Vi lascio anche le schede che abbiamo usato per approfondire questi temi:
✅ Biografia
✅ Il giardino dei giusti

A volte basta una strada da percorrere perché storia, matematica e memoria si incontrino in classe. 💪💪💪

Commenti

  1. L'attività è molto bella e interessante. Grazie per gli spunti!

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