Ci sono argomenti che non si “fanno” davvero una volta sola, ma si seminano. Fibonacci è uno di questi. In classe prima non si può certo parlare di successioni, formule o rapporti aurei… ma si può iniziare a guardare, ad ascoltare i numeri, a far nascere curiosità. Ed è proprio quello che abbiamo fatto.
Come sempre, tutto è partito dal racconto di una storia romanzata: la storia di un bambino! Ho raccontato agli alunni di Leonardo Fibonacci, immaginandolo come un moderno pierino: vivace, curioso, intelligente ma anche birichino. Questa "finzione" è importante per me, per attivare quella che chiamo "magia matematica": se i bambini si immedesimino nei personaggi scatta sempre qualcosa di bello!
Leonardo Pisano, detto Fibonacci, fin da bambino aveva una grande passione per la matematica. La sua fortuna è stata avere un papà, Bonacci, che capì le sue capacità e decise di farlo studiare, portandolo con sé nei suoi viaggi commerciali e affidandolo poi a un maestro. I bambini hanno ascoltato, immaginato e fatto previsioni sulle situazioni raccontate.
Ho proseguito la storia raccontando che Leonardo imparò dal maestro i “nuovi numeri” - le cifre arabe - e che da adulto ebbe l’enorme merito di diffondere le sue conoscenze in tutta Europa grazie al suo "Liber Abaci", introducendo un modo più semplice ed efficace per contare.
Per rendere concreta l’esperienza, abbiamo giocato con una scheda di Pixel Art rivisitata di maestra Marta (come sempre grazie di cuore amica bella 💝🙏): abbiamo ricordato quante sono le cifre e che combinandole possiamo formare tanti altri numeri. Di questo avevamo già parlato nelle primissime settimane di scuola. Non ho nominato invece i termini "sistema decimale e posizionale": è troppo presto e i bambini sono troppo piccoli per poter capire. Per me è già un grande successo che sappiano distinguere e usare correttamente le parole cifra e numero, arrivando a osservare che i numeri sono infiniti perché si può sempre aggiungere 1.
Il quaderno come traccia del percorso
Come sempre, abbiamo lasciato una traccia sul quaderno: due brevi schede per ricordare il racconto e la bella discussione che ne è nata. Il quaderno diventa così memoria di un percorso vissuto, non semplice eserciziario.
Come sempre, abbiamo lasciato una traccia sul quaderno: due brevi schede per ricordare il racconto e la bella discussione che ne è nata. Il quaderno diventa così memoria di un percorso vissuto, non semplice eserciziario.
Vi lascio qui la scheda usata: SCHEDE
Non per insegnarlo davvero, ma per:
✅ allenare il conteggio;
✅ lavorare sulla relazione tra quantità;
✅ introdurre l’idea che i numeri possono essere collegati tra loro;
✅ stimolare osservazione, linguaggio matematico e curiosità.
Questo è stato solo un avvio, una porta socchiusa. Fibonacci tornerà nei prossimi anni, con strumenti più adeguati, maggiore consapevolezza e nuovi collegamenti (natura, geometria, arte). Intanto ci siamo limitati a fare la cosa più importante: far nascere una domanda. E quando un bambino mi dice: “Maestra, ma allora i numeri non finiscono mai?” capisco di essere sulla strada giusta! 💪💪💪
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