L’albo tocca temi bellissimi per la scuola primaria:
🎃 la diversità e il valore di essere sé stessi;
🎃 la cura della natura e il rispetto per l’ambiente;
🎃 la creatività e la capacità di trasformare gli errori in qualcosa di bello.
I talenti non si vedono subito
Questo libro ci ha offerto un’occasione preziosa per lavorare su un aspetto per noi fondamentale: il valore dei talenti di ciascuno! Ortica, la protagonista dell’albo, è diversa dalle altre streghe. A scuola fatica, sbaglia, non riesce come gli altri. Eppure ha un talento speciale, che non emerge subito e che nessuno, all’inizio, sembra vedere. Solo quando quel talento viene riconosciuto, Ortica trova il suo posto e diventa una risorsa per tutti. Proprio partendo da questo concetto, abbiamo parlato di una cosa importante: TUTTI abbiamo dei talenti, ma non sono sempre evidenti, immediati o uguali. C’è chi è veloce, chi è preciso, chi sa ascoltare, chi consola, chi osserva, chi ha bisogno di più tempo per trovare la propria strada. In classe abbiamo riflettuto sul fatto che essere un GRUPPO significa anche questo: accettare che non tutti imparano allo stesso modo, con gli stessi tempi e con le stesse modalità. E che a qualcuno si può — e si deve — concedere di più: più tempo, più pazienza, più possibilità, più comprensione. Abbiamo lavorato soprattutto sull’idea che non è il singolo a doversi adattare al gruppo, ma il gruppo che può diventare motore di cambiamento. Lo scopo è che i bambini capiscano che aiutare un compagno non significa “fare al posto suo”, ma camminargli accanto. Che essere gentili, aspettare, chiudere un occhio, usare parole gentili … sono gesti che fanno crescere tutti, non solo chi li riceve. Nel giardino di Ortica ogni pianta cresce in modo diverso, con tempi e bisogni diversi; allo stesso modo anche la nostra classe può diventare un luogo in cui ognuno trova spazio per fiorire.
Il senso di aver proposto questa lettura è tutto qui: non insegnare solo a contare, leggere o risolvere misteri, ma imparare a guardare gli altri con occhi diversi. Perché i talenti non sono tutti rumorosi, evidenti o immediatamente spendibili. Alcuni sono silenziosi, fragili, nascosti sotto strati di fatica, errori e comportamenti che mettono alla prova la pazienza di tutti. Come Ortica, anche nella nostra classe c’è chi ha bisogno di più tempo per fiorire. E il compito della scuola non è chiedere a tutti di crescere allo stesso modo, ma costruire un giardino in cui ogni pianta possa trovare il suo spazio. Se i bambini imparano questo ad aspettare, ad accogliere, a riconoscere il valore dell’altro anche quando è diverso dal proprio ... allora abbiamo fatto davvero un buon lavoro!
Per aiutarci a riflettere abbiamo risposto a delle semplici domande:
🌸 Io sono unico perché ...
🌸 Cosa so
fare bene
🌸 Cosa mi
piace fare
🌸 Un mio
sogno o desiderio
🌸 Un gesto gentile che posso fare a scuola
Nel quaderno abbiamo verbalizzato in due brevi frasi una lunga e fruttuosa conversazione durata un'ora: i bambini sono stati veramente incredibili con le loro osservazioni! Insomma un libro stregato che ha permesso di gettare altri semi preziosi che prima o poi germoglieranno!
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