"Amici in viaggio": ecco cosa ne penso!


Sono finalmente riuscita a ritagliarmi un po' di tempo per visionare la nuova proposta di Sanoma "Amici in viaggio" delle colleghe Marta Benini, Cristina Trombin e Cinzia Mozzillo. Ho guardato con attenzione la parte di matematica dei volumi per 1°, 2° e 3°. Li ho visionati tutti perché spesso capita che il testo per la classe prima sia ricco, coinvolgente e funzionale ma poi deluda per seconda e terza. Voglio subito precisare che non devo adottare testi e che non ricevo nessun compenso da questa recensione. Non ho quindi scopo di lucro per quanto sto scrivendo. Lo faccio in maniera disinteressata ... o meglio interessatissima perché, da docente che lavora molto in modo laboratoriale, ho trovato un testo che rispecchia il mio modus operandi. Preciso subito però che siamo in presenza di un testo che può dividere molto gli insegnanti.
La mia impressione generale è questa: “Amici in viaggio” è un progetto molto coerente dal punto di vista pedagogico, moderno nell’impostazione, fortemente centrato su narrazione, sugli albi illustrati, sulla laboratorialità e sul significato dell’apprendimento. Però non è un libro neutro: o entri nella sua filosofia oppure rischi di sentirti frenata. 
Entrando nello specifico il progetto ha, secondo me, molti pregi:

1. Forte coerenza narrativa e didattica
Il filo conduttore di Alba ed Enea non è solo decorativo. Tutto il progetto prova davvero a costruire continuità emotiva e senso. Con bambini piccoli, fragili o poco scolarizzati questo può funzionare molto bene.

2. Più matematica, meno schede
La matematica non è presentata come sequenza di esercizi meccanici ma come esperienza, osservazione, conversazione, manipolazione e questo per me è il punto forte del corso. La didattica laboratoriale entra davvero nel progetto attraverso l’uso di strumenti e artefatti: contadita, mathcube, dadi, linea dei numeri, pallottoliere, fascetti di cannucce, piramidi… Il testo poi presenta anche l'idea che la matematica passa attraverso la narrazione. Uno dei punti di forza del progetto sono gli albi illustrati. Le storie coinvolgono emotivamente e rendono l'apprendimento più concreto. Molto spazio è dato anche al problem solving per sviluppare una matematica attenta ai processi più che alla prestazione immediata. Il testo integra il calcolo ragionato con i principi della matematica di Singapore, con una parte ricca sui problemi di variazione per lavorare su una comprensione profonda e duratura dei concetti. Per chi lavora già così in classe, questo libro può essere un ottimo alleato.


3. Grande attenzione al linguaggio
Mi sembra un testo che prova a collegare matematica e verbalizzazione: spiegare, raccontare strategie, confrontare idee e dare senso ai procedimenti. Questo aspetto nella maggior parte dei testi scolastici è spesso sottovalutato o manca completamente.

4. Estetica molto curata
Impaginazione bella, ariosa: le illustrazioni mi piacciono! Non dà l’idea di una pagina troppo affollata e anche questo per molti bambini è un vantaggio enorme.

5. Approccio inclusivo
Mi pare molto attento a tempi distesi, gradualità, accessibilità e dimensione emotiva dell’apprendimento. Per alcune classi può davvero fare la differenza.


Ho evidenziato anche qualche possibile criticità, soprattutto per chi lavora in modo più tradizionale:

1. Poco strutturato sul piano matematico
La matematica sembra quasi “diluita” dentro l’esperienza narrativa. Bellissimo il senso ma alcune insegnanti potrebbero percepire poca sistematicità, poca automatizzazione o poca chiarezza nella progressione. O almeno potrebbero pensarla così gli insegnanti che amano una matematica molto esplicita, ordinata, allenante e con esercizio frequente.

2. Non adatto a chi vuole un libro “autonomo”
Secondo me il testo richiede molto la presenza dell'insegnante. Non è il classico libro che “va avanti da solo”. Funziona bene se integri, selezioni, rilanci, fai mediazione continua. Se invece si cerca un supporto più operativo e immediato, potrebbe risultare dispersivo.

3. Allenamento tecnico talvolta leggero
Sulle procedure e sull’esercizio puro ho avuto la sensazione che serva integrazione: calcolo, automatismi, consolidamento, ripasso sistematico. Non perché manchi del tutto, ma perché chiaramente non è il cuore del progetto.



In sintesi lo definirei un libro pedagogicamente forte, culturalmente interessante e molto contemporaneo ma che richiede convinzione metodologica. Lo consiglierei a insegnanti che lavorano in modo laboratoriale, amano la discussione matematica, usano materiali, fanno manipolazione e non vedono il libro come centro assoluto della didattica. Lo sconsiglierei invece a chi cerca molta operatività immediata, struttura rigida, allenamento intensivo e una matematica “classica” basata sull'esercizio. Secondo me il rischio non è che i bambini “imparino meno” ma che alcuni apprendimenti restino troppo impliciti se l’insegnante non costruisce bene il consolidamento.
Per me, per il mio modo di lavorare, approvatissimo: un testo notevole! 
Tanti complimenti alle colleghe autrici: siete state coraggiose, innovative e competenti 💝

E voi cosa ne pensate? Lo avete visionato? Aspetto i vostri commenti!

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